Tisia Stesicoro (640 ca – 555 a.C.)

220px-StesicoroNato nel 640 ca. da tale Esiodo, è uno dei più grandi poeti lirici della Magna Grecia, ma delle sue numerose composizioni, comprese in ben 26 libri, ci restano solo pochi frammenti, raccolti da G.A. Suchfort e pubblicati a Gottinga nel 1771.
Si racconta che, essendo ancora in fasce, un rosignolo si sia posato sulle sue labbra cantando meravigliosamente: presagio della soavità e della bellezza dei suoi versi.
Poeta di miti, apprezzato e citato da Platone, Orazio e Quintiliano, è conosciuto come Stesicoro cioè ordinatore di cori per l’importante innovazione metrica che avrebbe apportato nella lirica corale, con la creazione della triade strofica: strofe, antistrofe ed epodo.
Il rispetto e la stima che riscuoteva fra i suoi concittadini sono comprovati dal seguente episodio: gli Imeresi erano in guerra con città vicine e, mancando di un condottiero, offrirono l’incarico a Falaride, tiranno di Agrigento. Questi accettò, a condizione che gli si consentisse di arruolare una guardia del corpo, formata da elementi stranieri.
Stesicoro, comprendendo che l’intento di Falaride era quello di soggiogare Imera, intervenendo nell’assemblea cittadina, raccontò il seguente apologo: Una volta il cavallo, che era libero al pari di altri animali, venuto in guerra con il cervo e non riuscendo a vincerlo da solo, chiese aiuto all’uomo, il quale si dichiarò disponibile a patto che il cavallo si lasciasse imbrigliare. Il cavallo vinse, concluse Stesicoro, ma restò imbrigliato e soggetto all’uomo per sempre. Il popolo, comprendendo il messaggio, rinunciò all’aiuto interessato di Falaride ed onorò il poeta come salvatore della patria. Ma il suo coraggio gli procurò l’odio e, quindi, la persecuzione di Falaride e dei suoi amici, per cui fu costretto a fuggire, riparando a Catania, dove morì nell’anno 1 della 61^ Olimpiade (il 555 a.C.). Alla sua morte Catania gli eresse un “sontuoso” sepolcro nei pressi di una delle porte della città ed Imera fece realizzare una statua in bronzo, di cui si parlerà a proposito di Stenio.
È rappresentato nello stemma di Termini Imerese (il vecchio ricurvo ai piedi del monte)
Ebbe due figlie, ambedue poetesse, sposate con illustri personaggi catanesi.
Secondo una leggenda riferita da Platone, avendo inveito in un poema contro Elena, quale responsabile della guerra tra Greci e Troianí, i fratelli di questa, Castore e Polluce, lo avrebbero accecato. Tuttavia, continua la leggenda, riottenne la vista dopo essersi smentito in altro componimento poetico.
Un’affascinante ipotesi, infine, è quella che Stesicoro ed Omero siano la stessa persona.
Fratelli di Stesicoro sono i “dottissimi” Geometra Mamertino, che insegnò in Grecia, ed il Giurista Lionato o Elianatte.

Fonte: “Profili di Termitani Illustri” di Enzo Giunta – Editrice GASM