Saverio Ciofalo (1842 – 1925)

Nacque il 27 giugno 1842, ultimo di quattro fratelli, da Michele e da Maria Rosa Geraci Gandolfo, a Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, dove il padre, allora giudice regio, prestava servizio, ma trascorse tutta la vita a Termini Imerese di cui era originaria la famiglia.

Naturalista per vocazione, il C. studiò all’università di Palermo, interessandosi particolarmente alla geologia, la cui cattedra era tenuta da G. G. Genimellaro. del quale egli fu allievo prediletto e poi collaboratore assieme a G. Di Stefano. Si dedicò a Termini all’insegnamento delle scienze naturali nelle scuole secondarie e ai suoi studi preferiti.

Sposò Mattia Salvo, che morì giovane lasciando tre figli, Alfredo, Vito e Michele, il primo dei quali morì precocemente: il C. reagì a queste sventure familiari dedicando impegno ancor maggiore agli studi.

Nel campo della geologia e della paleontologia, i dintorni di Termini Imerese offrivano un terreno vergine e molto interessante, che il C. veniva conoscendo a fondo con numerosissime escursioni, durante le quali raccoglieva grande quantità di fossili ed ogni altro reperto di interesse naturalistico. Era in, corrispondenza, per quanto era oggetto dei suoi studi, con scienziati come G. Seguenza, T. Taramelli e, specialmente per la geopaleontologia, con G. Meneghini, G. Capellini, T. A. Monterosato, A. Silvestri, A. De Gregorio, oltre al suo maestro Gemmellaro.

Questi lo presentò all’Accademia Gioenia di Catania nel 1869, mentre il C. ne ricambiava la stima dedicandogli nuovi fossili, come la Natica gemmellaroi e la Lucina gemmellaroi. Fra le copiose raccolte sistematiche di paleontologia del C. presenti tuttora nel Museo civico locale, che riguardano il territorio di Termini e dintorni, hanno un rilievo particolare i fossili mesozoici di Caltavuturo, quelli del Miocene di Ciminna e le ossa fossili dell‘Hippopotamus Pentlandi. Del Museo civico fu praticamente fondatore e lo “invigilò come cosa sua” dal 1872 fino alla morte, arricchendolo di altre sue collezioni di paletnologia e di entomologia. La raccolta quasi completa di Coleotteri dei dintorni di Termini Imerese, da lui classificati, fu descritta in Catalogo dei coleotteri dei dintorni di Termini Imerese posseduti e raccolti dal profSC., in Atti dAccGioenia, s. 3, XIX (1886), pp. 181-212.

Altri dati e reperti che rivelano aspetti umanistici della sua formazione culturale riguardano l’archeologia, di cui ebbe ad occuparsi attivamente nella sua qualità di ispettore agli scavi ed antichità. In Notizie degli scavi di antichità comunicate alla RAccademia dei Lincei a partire dal 1876, per decenni, quasi non c’è annata in cui non compaiano una o più comunicazioni sue, relative a ritrovamenti effettuati a Termini Imerese, i cui reperti erano sempre destinati al Museo civico.

Della palemologia il C. fu un pioniere, almeno per quanto riguarda il territorio di Termini. che sotto questo aspetto è interessantissimo per la ricchezza e la varietà degli insediamenti umani preistorici. Numerose sono le comunicazioni scientifiche del C. relative alle grotte di interesse paletnologico di Termini, cui diede il nome.dei proprietari terrieri locali. Le grotte Marfisi, Natale, Di Novo ed altre sono tutte classici riferimenti paletùologici molto noti e precisi, legati al suo nome come scopritore e come illustratore.

Un’altra attività pionieristica a cui il C. si dedicò riguarda la meteorologia; egli fondò in Termini un Osservatorio meteorologico fin dal 1879, che resse ufficialmente sino al 1907, anno in cui ne passò la’direzione al figlio Michele, anch’egli naturalista. Práticamente fu opera sua il rilevamento e la trascrizione dei dati meteorologici dal 1879 fino a pochi mesi prima della morte. Il C. tenne pure rapporti con il R. Ufficio di meteorologia e geodinamica, nel cui Bollettino figurano le sue segnalazioni relative agli eventi sismici avvenuti in Termini fino all’8 sett. 1906, anno in cui si aprì un attivo periodo sismico che interessò la regione. Oltre al Museo, curò la locale Biblioteca Liciniana, si occupò della direzione didattica dell’insegnamento primario e, in genere, di quanto al comune era attinente alla Pubblica Istruzione.

Fu sindaco di Termini Imerese (1895 e 1896) e venne insignito della commenda della Corona d’Italia. Morì a Termini Imerese il 9 apr. 1925.

Fra le sue opere: Topografia di Termini Imerese e dei suoi dintorni, Palermo 1868;Descrizionedei fossili di Termini Imerese e deisuoi dintorni…, Termini Imerese 1869; Descrizione della Natica gemmellaroinuova specie del Cretaceo Superiore di Termini I., con 1 tav. f.t., ibid. 1869; Descrizione di alcune conchiglie fossili del Cretaceo Superiore dei dintorni di Termini Imerese, in Atti dAccGioeniadi sc.nat., s. 3, V(1871, pp. 69-79; Notiziesopra alcuni avanzi Preistorici rinvenuti nei dintorni di Termini Imerese in Sicilia, in Annuariodella Socdei naturalisti in Modena, VI (1872), pp. 335 s.; Descrizione di una nuova conchigliafossile del Miocene di Ciminna, in Atti dAccadGioenia di scnat., s. 3, VIII (1873), pp. 147-150, con 1 tav. f.t.; Notizie su alcuni avanzipreistorici rinvenuti nei dintorni di Termini Imerese, in Rivscient.- industriale, VII (1875, pp. 76-79; Oggetti preistorici trovati nella campagna di Termini Imerese (Lettera al Pigorini), in Bullettdi paletnologia ital., XI (1876), p. 4; Notizie su una caverna sepolcrale, inRivscient.-industr., VIII (1877), pp. 364-368; Su di alcune nuove specie fossili del CretaceoMedio di Caltavuturo, in Annuario dSocdei naturalisti in Modena, XI (1876), 1, pp. 1-6, con 1 tav. f.t.; Note sul Cretaceo Mediodi Caltavuturo, in Soc.dei naturalisti inModenaComunicazioni, X (1877), pp. 89 ss.; Alcune osservazioni sul Miocene di Ciminna, in Bollettino dRComitato geologico d’Italia, IX (1878), pp. 281-285; Enumerazione deiprincipali fossili che si rinvengono nella seriedelle rocce stratificate dei dintorni di TerminiImerese, in Atti dAccadGioenia di sc.nat., s. 3, XII (1878), pp. 115-122;in coll. con A. Battaglia, Scoperte paleontologiche presso Termini Imerese (Sicilia), in BolldRComitatogeol. …, XIV (1883), pp. 229 s.; I fossili delCretaceo Medio di Caltavuturo (lettera a GSeguenza), ibid., XVI (1885), pp. 18-21;in collab. con A. Battaglia, Sull’HippopotamusPentlandi delle Contrade d’Imera, Termini Im. 1888; L’Oligocene dei dintorni di Termini Imerese, in Atti dAccadGioenia di scnat., s. 4, II(1890), pp. 81-91 con 1 tav. f.t.;Stazioneneolitica del Castello di Termini Imerese in provincia di Palermo, inBullettdi paletnologiaital., XXV (1900), 4-6, pp. 53-66; Sul Cretaceo Medio di Paltavuturo, in BolldAccGioenia di scienze naturali, n. s., LXXXIII (1904), pp. 11-18.

Fonte: Bruno Accordi – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 25 (1981)