Rosario Salvo (1823 – 1914)

ca88ee86-32c9-4f89-80a0-ff7b06650ff4Patriota, storico, poeta, nato il 21 dicembre 1823 e morto a Palermo il 15 ottobre 1914.
Fratello della poetessa Rosina Salvo.
Pur appartenendo ad una famiglia nobile (il padre era Giuseppe Salvo, marchese di Pietraganzili**, e la madre Giuseppa Sciarrino, baronessa di Verbumcaudo), devota ai Borbone, professò sempre idee liberali e patriottiche.
Venne educato in casa della nonna, donna aristocratica, intelligente e colta, che era solita ricevere le persone più in vista della città.
Nel gennaio del 1848 si trovava a Napoli ed ospitò, clandestinamente, Giuseppe La Masa che, ricercato dalla polizia, cercava di raggiungere la Sicilia. La Masa, per riconoscenza, lo fece nominare ufficiale aiutante di campo dello Stato Maggiore dell’esercito.
Il 17 aprile 1848, inserito in un contingente di cento uomini, partì per il Piemonte per combattere accanto ai patrioti piemontesi nella guerra contro l’Austria. 
Ritornato in Sicilia, combattè nella difesa di Messina, assediata dalle truppe borboniche e rimase ferito ad una gamba.
Dopo la restaurazione fu costretto a recarsi in esilio, prima a malta, poi a Marsiglia, infine a Parigi. Nel 1860 fu nuovamente presente in prima linea contro l’odiato Borbone e si trovò accanto a La Masa nel campo di Gibilrossa.
Dopo l’annessione della Sicilia al Regno d’Italia, entrò a far parte del personale di prefettura. Fu sottoprefetto a Noto, Alcamo, Gela, Cefalù, e consigliere delegato a Cefalù. 

Ritiratosi a vita privata, si dedicò ai suoi studi e pubblicò numerose opere storiche e letterarie. La sua produzione letteraria iniziò con una raccolta di Stornelli popolari (Palermo, Tip. Clamis e Roberti, 1848), ed un racconto Angiola e Maso o la leva(1864), che riproponeva un problema di viva attualità, e cioè l’obbligo della leva.

Seguirono numerose opere di intonazione storico-politica, tra le quali ricordiamo: 

La Sicilia e il viaggio dei sovrani, ossia la civiltà siciliana e la monarchia della libertà (Noto, Uff. Tip. F. Zammitt, 1881);
Segesta, Selinunte, Erice, Gela, Camarina ed altre città avanti il dominio dei Greci (Palermo, Tip. “Il Tempo”, 1882); 
I Siculi: ricerche di una civiltà italiana anteriore alla greca (Tipografia del “Giornale di Sicilia”, 1884-87, 2 voll.); 
Il mio paese, Palermo, ad uso delle scuole elementari maschili e femminili (Palermo, Tip. “Il Tempo”, 1887); 
Cefalù, la sua origine e i suoi monumenti, pubblicazione a cura del municipio di Cefalù (Palermo, Tip. “Il Tempo”, 1888); 
Dalla derivazione della lingua sino agli Arabi, i Normanni, sotto i due Ruggeri (riproduzione anastatica dell’ed. del 1891. Palermo: Edizioni Librarie Siciliane); 
Storia delle lettere in Sicilia in rapporto alle sue condizioni politiche dall’origine fino al 1848 (Palermo, 1893-99, 3 voll.);
Rivoluzioni siciliane: 1848 e 1860. Cose proprie e cose degli altri. Contributo alla storia del Risorgimento italiano(Palermo, Bondì, 1897, 2 voll.);
Giuseppe Silvestri e i suoi passati giorni : sin da prima del 1848 (Palermo, Bond, 1897); 
Il Piemonte e la Sicilia – rivoluzioni e guerre dal 1850 al 1860 (Palermo, Reber, 1902);
Garibaldi e la Sicilia: patri ricordi del 1860: contributo alla storia del risorgimento italiano (Palermo, Tip. & litogr. S. Bizzarrilli, 1905).

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