Pietro Calanna (1531 – 1606)

Nacque nel 1531 a Termini Imerese (Palermo).

Appartenente all’Ordine dei frati minori conventuali, condusse una vita interamente dedita agli studi di filosofia e teologia, discipline che insegnò in numerose accademie con notevole successo. Fu esponente rinomato della scuola platonica siciliana, in un’epoca in cui questa, pur ridotta per la maggior parte a ripetizione scolastica, esprimeva alcuni ingegni non del tutto volgari, come il trapanese F. Triolo e i messinesi G. A. Viperano e R. del Pozzo.

A sessantotto anni pubblicò la sua opera filosofica, Philosophia seniorum Sacerdotia, et Platonica. A iunioribus, et laicis neglecta Philosophis. De mundo Animarum et Corporum Frater P. C. Thermitanus Himerus inter Sacrae paginae Doctores minimus oblectabatur, Panormi 1599. Il 4 gennaio dello stesso anno, nella chiesa principale di Termini, pronunciò due discorsi funebri in occasione della morte di Filippo II, stampati col titolo Orationi ambi (sic) funebri nella morte del potentissimo Re Filippo II nostro signore. Recitate in la città di Termine, nella chiesa maggiore, Una poi di haversi cantato musicalmente il vespro de’ defonti, e l’altra nell’hora della messa cantata a 4 di Gennaro con diversi e varii pensieri,Palermo 1599.

Il C. morì a Termini il 19 genn. 1606 e fu sepolto nella chiesa del proprio Ordine, in un loculo individuale e con particolari onorificenze.

L’opera Philosophia seniorum Sacerdotia, et Platonica si compone di 300 fogli in-8º a stampa molto fitta, corredati da un ampio indice nel quale sono elencati gli argomenti trattati nei quarantadue capitoli. I preliminari contengono una dedica al viceré don Bernardino de Cardines duca di Maqueda, una introduzione dell’autore e due componimenti poetici in suo onore scritti in latino da Gerolamo de Franchis e Leonardo Rolandino.

Pur nella forma di un trattato dedicato specificamente al problema del rapporto tra il mondo delle anime e quello dei corpi, il C. tende a delineare un sistema filosofico il cui fulcro consiste nel contrapporre ad una speculazione laicale e terrena di stampo aristotelico, incapace di accostarsi ai misteri del mondo intellegibile, una filosofia platonica definita sacerdotale e divina perché basata sulla contemplazione e il culto delle idee, che in quanto dono di Dio trovano in sé ricomprese tutte le più alte verità della sapienza cristiana.

Sistema, dunque, che mentre affonda le sue radici nell’antica Accademia e nella speculazione neoplatonica, risente fortemente gli influssi della scuola fiorentina e si caratterizza per la particolare accentuazione della subordinazione del discorso filosofico alla teologia cattolica.

Fonte: Giuliano Gliozzi – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 16 (1973)

 
Advertisements