Matteo da Termini – Beato Agostino (1235 – 1309)

agostino novello1 (1)Nacque a Termini Imerese da genitori che allora governavano il castello.

Compiuti brillantemente gli studi umanistici in patria, fu mandato a Bologna per sostenervi gli studi superiori.
Laureatosi in diritto civile ed ecclesiastico, dopo averne tenuto la cattedra, tornò in patria dove fu fatto prefetto di Curia dal re Manfredi.
Alla morte del sovrano, avvenuta nella battaglia di Benevento il 26 febbraio 1266, sperimenta l’amara delusione di fronte al crollo improvviso degli ideali cui si era dedicato, constatata la vacuità dei valori esalatati dal mondo trova pace e serenità nella consacrazione di tutto il proprio essere a Colui che vale la pena seguire, anche a costo della sofferenza, del sacrificio e della rinuncia, perché “è lui l’essenziale, il necessario, che solo può dare significato a tutta l’esistenza”.

Desiderò diventare frate dell’Ordine domenicano ma, per volere divino, il servo mandato a chiamare i domenicani per ben tre volte tornò sempre con un frate dell’Ordine di Sant’Agostino e, pertanto, indossato l’abito degli agostiniani nel convento di Sant’Agostino in Palermo nel 1268 cambiò il proprio nome con quello del fondatore.

Dopo alcuni mesi trascorsi a Palermo si recò presso l’eremo di Siena, poi a Santa Barbara, poco lontano da Siena. Trascorreva la giornata in umili servizi ed in preghiera.
Frate Agostino era conosciuto per l’umiltà ed il servizio e non per la sua profonda cultura e nobiltà.
Nell’anno 1288 il convento di Rosia era travagliato da una lite su un terreno che apparteneva ai frati del convento.
I frati, tuttavia, non avevano un difensore; la parte avversaria, invece, aveva come difensore il dottore Giacomo Pagliarese, il più illustre giurista dell’epoca, compagno di studi presso l’università di Bologna di Matteo da Termini. Frate Agostino, allora, chiese il permesso di difendere i frati di Rosia e vinse la contesa.
Riconosciuto dallo stesso Pagliarese che sotto il saio di frate Agostino si celavano la grande cultura di Matteo da Termini e la saggezza del consigliere di Manfredi, il frate fu chiamato a Roma dal generale dell’Ordine, fu consacrato sacerdote e divenne confessore di Papa Nicolò IV, consigliere dei Papi Celestino V e Bonifacio VIII.
Al capitolo generale dell’Ordine tenutosi a Milano il 25 maggio 1298, sebbene assente, fu unanimemente eletto superiore generale, carica che accettò per obbedienza al Papa Bonifacio VIII.
Nell’anno 1301, al capitolo generale tenutosi a Napoli, pregò i confratelli di accettare le sue dimissioni e tornò a Siena dove si ritirò nell’eremo di San Leonardo al lago, vi costruì un ospedale e fondò l’ordine dei chierici ospedalieri. Il giorno 19 maggio 1309 morì e fu seppellito a Siena.
A seguito di numerosi prodigi ottenuti per sua intercessione dopo la morte, il Vescovo di Siena permise che le sue ossa fossero esposte nella chiesa di Sant’Agostino alla venerazione dei fedeli.
Il Papa Clemente X, riconosciuto tale culto, prestato da tempo immemorabile, lo ratificò scrivendo il nome di Agostino nell’albo dei Beati.
Il Gran Duca di Toscana fece dono ai concittadini di Matteo da Termini della reliquia del braccio del Beato Agostino. La nave che trasportò questa reliquia fu accolta in una calda giornata d’estate del 1620. Solennemente trasportata nella Maggior Chiesa fu custodita in un’urna d’argento e fu posta nella cappella a destra dell’altare, a Lui dedicata.
Dal 1977 l’intero corpo del Beato Agostino Novello si trova custodito nella suddetta cappella ed esposto alla pubblica venerazione.

Fonte: www.comuneterminiimerese.pa.it

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